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H O M E  FONDI DI MAGAZINE

 

Urbanisti o calafàti?
24 luglio 2009

Corsi e ricorsi,
7 agosto 2008

Cronaca di una sorte annunciata
red., 9 luglio 07

Il venerdi nero della minoranza
red., 2 dic. 2007

documenti

L'ordinanza del TAR del 4 agosto 2008
(doc word, 113 kb)

 

 

 

 

 

 

 

rassegna stampa

 

Lottizzazione: stop del TAR alle opposizioni
Il Mattino, 06/08/2008

Lottizzazione, appello a Di Pietro
Il Mattino, 31/07/2008

Lottizzazione Mastroianni, manifesto choc della minoranza
Corriere di Caserta, 31/07/2008

Felicien Rops - Le tentazioni di S. Antonio (part.)

Al “Pertini” Festa dell’Albero senza mosche e zanzare

26 novembre 2009

RECALE. Il suo appello è stato ascoltato. Il comune di Capodrise ha bonificato la montagna di rifiuti che campeggiava di fronte alla sua scuola. Sarà contenta Luisa, 10 anni, alunna dell’istituto elementare “Sandro Pertini” di Recale.

Il 28 ottobre, a Caserta, durante la Giornata della legalità, chiese conto di quella discarica abusiva al capo della polizia di Stato Antonio Manganelli. «Siamo pieni di mosche e zanzare; come possiamo fare?», domandò Luisa, tra l’incoscienza e il candore. Manganelli, mal celando un certo imbarazzo, le promise: «Farò una tirata d’orecchi ai tuoi amministratori».

Non è dato sapere in che termini il capo della polizia sia intervenuto nella vicenda, ma sta di fatto che, a distanza di un mese, in via Scorticatoio, strada che separa Recale e Capodrise, sono arrivate le ruspe e i tir. In meno di tre giorni, il fondo su cui stazionava quell’ammasso di immondizia è stato ripulito.

via scorticatoio, lo sgombero

La prima a denunciare la presenza della discarica fu l'associazione Cruna, il 3 novembre 2008. Inviò un invito-diffida a Giuseppe Fattopace, sindaco, in genere, sensibile ai temi ambientali. Lungo la cunetta ricadente sul suo territorio albergava materiale di ogni genere: rottami, calcinacci, rifiuti speciali. Erano settimane che gli ambientalisti ricevevano dai genitori dei bambini del “Pertini” sollecitazioni a farsi sentire. Informarono, della lettera, anche il sindaco di Recale, Americo Porfidia.

Ebbene, il 14 novembre, qualcosa si mosse: Fattopace emise una prima ordinanza, con la quale obbligava i cittadini «a provvedere alla recinzione dei terreni nel perimetro urbano, quindi anche in via Scorticatoio, nonché a eseguire la pulizia e la bonifica nel caso vi fosse la presenza di rifiuti». A quell’atto seguirono una denuncia alla polizia municipale, un esposto in procura, altre ordinanze, fino al 12 febbraio 2009, giorno in cui il proprietario comunicò al Comune di aver recintato il fondo. Il 16 del mese successivo, i vigili urbani effettuarono un sopralluogo, con tanto di rilievi fotografici, dal quale «si evinceva che lungo la strada e sul marciapiede non vi è presenza di rifiuti, ma che questi erano, invece, ancora presenti all’interno del terreno». Le parole della piccola Luisa e l’impegno di Manganelli hanno “stimolato” la giunta a fare il resto.

scuola elementare "Pertini"

Il caso vuole che proprio domani mattina al “Pertini” si celebri la Festa dell’albero, promossa da Legambiente. Come ogni anno, gli alunni interreranno piccole piante nel giardino della scuola; stavolta, però, senza avere troppe mosche e zanzare che ronzano intorno.

fuori temaClaudio Lombardi, FUORI TEMA │ parole al lavoro, 27 novembre 2009

 

Urbanisti o calafàti?

24 luglio 2009

dal Corriere di Caserta: «Approvato il progetto esecutivo per il rifacimento del piazzale antistante il cimitero comunale e per la riqualificazione di via Roma e traverse, via Circumvallazione e via Scorticatoio. [...] Quanto all’area antistante il cimitero, il basolato sconnesso sarà rimosso e poi reinstallato. Le giunture, però, saranno in catrame e non più in terra con l’erba naturale. L’attuale pavimentazione, infatti, rende difficile il passaggio dei pedoni in caso di pioggia mentre nel periodo estivo l’erba trattiene molta polvere. Problemi che saranno eliminati con l’uso del catrame

Gli interventi programmati, benché ancora in una fase preliminare, sono certamente una buona notizia: nella nostra cittadina sono tante le emergenze in attesa di provvedimenti, mentre la mancanza di fondi sembra essere diventata il refrain che domina la vita amministrativa. Tuttavia il provvedimento escogitato per la pavimentazione dell’area antistante il cimitero ci lascia sconcertati. Si tratta di un’area vasta all’incirca tremila metri quadrati adibita al parcheggio e all’accesso all’area cimiteriale.

Non mettiamo in dubbio che l’attuale pavimentazione, peraltro in opera da svariati decenni, presenti problemi di drenaggio e di manutenzione, ma l’idea di incatramare il tutto è veramente l’opposto della gestione ecologicamente corretta di un’area pubblica. Se persino un orrore come il centro commerciale che ha coperto di asfalto le campagne di Marcianise ha trovato il modo di riservare alle aree di parcheggio coperture eco-compatibili, un’amministrazione comunale dovrebbe sentire il dovere di aggiornarsi sui moderni sistemi di pavimentazione rispettosa dell’ambiente.

Data la nostra propensione a guardare con aria di sufficienza i cittadini rumeni che lavorano in Italia, ci permettiamo di suggerire un’occhiata a quello che hanno realizzato a Timisoara un anno fa.

Possibile che nella nostra Recale debba ancora imperare un modello di governo del territorio stile anni ‘60? Possibile che una cultura urbanistica moderna sia ancora tanto lontana dal nostro orizzonte mentale?

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Corsi e ricorsi

7 agosto 2008

I giudici dell’8ª sezione del TAR napoletano, scrivendo l’ordinanza che respingeva la sospensione della delibera n. 165/07 - adozione PUA – hanno probabilmente chiuso un altro capitolo della storia urbanistica di Recale. Un capitolo particolarmente brutto. Avvilente. Che ha sanzionato una verità sgradevole: la nostra collettività non riesce ad esprimere un progetto, un’idea condivisa su quale dev’essere il futuro assetto del proprio territorio.

Un capitolo aperto dalla presentazione del PUC del 2006 e che racconta del suo fallimento, dopo oltre un quarto di secolo di solenni impegni elettorali di tutte le amministrazioni, di costose elaborazioni progettuali, di sotterranee lotte all’ultimo sangue per aggiudicarsi l’ambìto premio. E il premio non consisteva nella possibilità di stabilire su quali linee incanalare lo sviluppo cittadino, ma nell’accaparrare la massima volumetria concepibile a vantaggio del proprio gruppo, del proprio clan, della propria cordata.

Una fame di cubature che ha partorito una progenie di strumenti urbanistici ipertrofici, dopati forzando fino all’estremo le normative, inetti a superare la grandine delle osservazioni e dei ricorsi e destinati a soccombere nel giudizio di merito.
Sempre scartati alla visita di leva. Per obesità.

Intanto, nel Far West senza regole dell’edilizia cittadina assistevamo a uno stillicidio di licenze e permessi di edificazione disseminati caoticamente al di fuori di qualsiasi logica di piano. Abbiamo visto spuntare condomìni in fondo a vicoli ciechi, sorgere palazzi nei cortili di vecchie case, nascere insediamenti in aree tagliate fuori da qualsiasi ragionevole collegamento stradale.
Questo stillicidio si è infiltrato nel tessuto urbano saturando ogni metro di terreno disponibile. Abbiamo creato una città fossile.

La mancanza di strumenti urbanistici si è rivelata una sciagura ben peggiore del peggior piano urbanistico immaginabile.
È il momento di dirlo con chiarezza: ogni azione che produca un rinvio nell’adozione di uno strumento urbanistico aggrava oggettivamente le condizioni di Recale, abbandona al loro destino le risorse territoriali residue, rende un pessimo servizio alla cittadinanza. È una politica suicida.

Veniamo ora alla lottizzazione in viale Europa. Non stiamo parlando di una periferia marginale; è una vasta zona del centro cittadino, vicina alla nuova Casa Comunale in costruzione, accanto alla centralissima via Roma, e si affaccia su un ampio viale di recente sistemazione: viale Europa, appunto. Non è difficile immaginare che, con un opportuno riassetto, un po’ di verde, spazi commerciali, aree di transito e zone per il tempo libero, questo ambito potrebbe diventare quel cuore pulsante che la vita cittadina non ha mai avuto. (Confesso la mia personale difficoltà a considerare una vera piazza l’incrocio dedicato a Giacomo Matteotti).

recale - viale europa

In tutti gli strumenti urbanistici vanamente elaborati finora, l’area oggetto della lottizzazione di cui parliamo è sempre stata destinata - in minore o maggior misura - all’edificazione. Secondo l’assessore all’urbanistica Francesco Porfidia il PRG progettato dall’amministrazione Gadola concedeva margini ancora più generosi di edificabilità. (Il Corriere di Caserta, 25/07/08).
Non ho sottomano i dati, ma non stento a credergli: all’epoca i parametri di legge erano meno restrittivi.

Immagino - come credo tutti - che alla base della lottizzazione ci sia un gentlemen’s agreement la cui posta in palio è la sopravvivenza dell’amministrazione Porfidia. Nelle pagine di questo sito [ecco il link] c’è ancora l’interrogativo che si pose il direttivo dei DS nel settembre 2007 a proposito del PUA adottato sulla base di un PUC non valido. Continuo a nutrire gli stessi dubbi. Ma non posso fare a meno di pormi anche un’altra domanda: cosa ha prodotto di positivo la linea di scontro frontale, di ricorsi e denunce, tenuta in tutti questi mesi dall’opposizione?

Non era una scelta obbligata. Era possibile - di nuovo un link - percorrere una strada diversa, per salvare il PUC adeguandolo alle prescrizioni della Provincia. Si è preferita l’aula del Tribunale al tavolo del confronto e della mediazione. I risultati sono sanciti dall’ordinanza napoletana.
Faccio un’ipotesi. Se alla fine – come è ancora possibile teoricamente – il TAR desse ragione ai ricorrenti annullando la delibera della lottizzazione, cosa accadrebbe? Fra i prevedibili ricorsi dei soccombenti, i rinvii, le udienze, le procedure, viale Europa resterebbe per chissà quanti anni decorato dalla palizzata di un cantiere bloccato, e ogni progetto di sistemazione dell’area sarebbe rinviato a tempi migliori. Alla fine, nella migliore delle ipotesi, quella lottizzazione verrebbe inclusa nel prossimo strumento urbanistico.

Piuttosto che ostinarsi in una battaglia di cui sfugge il senso, perché non aprire una discussione nel merito del destino e delle funzioni di quei 5mila metri quadri di suolo pubblico e di quegli investimenti in servizi che la lottizzazione prevede? Elaborare un’idea, un progetto per quel comparto, chiamare a discuterlo i cittadini, i giovani (che sono la fauna stanziale di viale Europa), le associazioni, sarebbe il segno di una politica capace di guardare avanti e progettare il futuro. Una legittimazione che la minoranza non troverà certo nelle carte bollate o nel coltivare antichi rancori.

In questi mesi a Recale si sta faticosamente organizzando una nuova forza politica. Il Partito Democratico si propone di dare un volto nuovo alla politica, al suo rapporto con i cittadini, alla sua capacità di ottenere risultati. Il nuovo Piano Urbanistico, il cui iter sta muovendo i primi passi, sarà un banco di prova difficile e decisivo. Mi auguro che il PD sia capace di rinnovare la politica recalese su un punto decisivo, rompendo il circolo vizioso che impedisce da trent'anni qualsiasi programmazione urbanistica. Scegliendo di dare voce ai bisogni dei cittadini piuttosto che agli appetiti delle cordate, a un progetto di crescita equilibrata piuttosto che alla fame di cubature, a una prospettiva di rinnovamento piuttosto che alla riproposizione di vecchi schemi.

È una strada in salita, che richiederà scelte coraggiose di autonomia e di progettualità. Ma è anche l’unica che può aprire speranze di crescita per Recale.

Enzo De Angelis - Recale Magazine

 

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